11 SETTEMBRE

11 Settembre 2007 9 commenti

 

EURABIA  MA ESISTE ANCORA UNA SINISTRA ? 
intervista a 360 gradi di Jack Stroppa
al padre Patrick Indy Stroppa 
che l’ 11 settembre 2006 ha compiuto 49 anni

Jack Stroppa:  Allora Indy che effetto fa’ compiere gli anni
l’ 11 settembre ?
Indy: Raccolgo la provocazione… mi fa pensare una volta in piu’ al compagno Allende caduto l’ 11 settembre 1973  difendendo Palazzo de la Moneda a Santiago de Chile, io avevo 16 anni, ne rimasi turbato. In quel periodo militavo in un ‘collettivo leninista’
Si viveva intensamente la politica e la speranza in un cambiamento radicale era grande. Le multinazionali il nemico di classe.

Jack Stroppa:  Non schivare  Indy io intendevo l’ 11 settembre 2001
Indy: Ah ! Quello…. e’ il frutto della globalizzazione. La rivincita delle multinazionali e la realizzazione di un capitalismo selvaggio senza alcuna ‘cultura industriale’, se non quella del profitto e delle speculazioni.
Bin Laden e gli attentati dell 1192001, sono il verme di questo frutto. Un verme che ha permesso ad americani, inglesi ed italiani, di assicurarsi riserve petrolifere per i prossimi 30 anni. 


Jack Stroppa:  Ti rendi conto di quello che dici ? Che Bin Laden è funzionale alla politica americana ?
Indy: Bin Laden è un ‘vuoto pneumatico’ creato dalla CIA per combattere i sovietici in Afghanistan negli anni ’80.
La realtà quella vera è che 400 persone detengono il 60% della ricchezza mondiale.
La verità è che nel solo primo anno di guerra in Iraq, si sono spesi tanti dollari, quanti ne sarebbero bastati per sfamare  per 15 anni tutti gli affamati del pianeta.
Tutto questo è eticamente e moralmente inaccetabile ci vogliono risposte adeguate.


Jack Stroppa:  Cosa dovrebbe fare la sinistra europea ?
Indy: Dove la vedi una sinistra europea ?  Non esiste piu’, s’e’ dissolta negli anni ’80  nella società dei consumi e del benessere.
Prodi e D’Alema di sinistra ? Al massimo, assieme, una ‘merchant bank’, Blair si commenta da se’,  gli altri leader europei socialisti degli ultimi 3 lustri sono stati buoni interpreti di politiche neo liberiste.
Un vero socialista strategicamente ambisce alla presa del potere e all’ abbattimento del capitalismo  e dei suoi sistemi di perpetuazione (leggasi: per esempio le religioni ‘oppio del popolo’).
Oggi una sinistra europea dovrebbe tatticamente tutelare  i piu’ deboli e i diritti acquisiti  dalle categorie sociali meno abbienti  nello scorso ‘millennio’, mentre strategicamente dovrebbe progettare e lavorare per la presa della "Bastiglia".

Jack Stroppa:  Una presa di potere violenta ?
Una nuova Rivoluzione d’ Ottobre  ?
Indy: Quella di Lenin fu una rivoluzione organizzata in una società rurale, contadina e feudale.
Ora siamo nel terzo millennio, viviamo in una società ‘post industriale’ , quella di internet e dell’ informazione libera o comunque ‘krakkabile’.
Se vi sarà un cambiamento ‘epocale’, (ma prima bisogna porne le basi)  sarà una ‘cyber rivoluzione’. E ogni rivoluzione comunque presuppone un periodo ‘robespierrano’ nel quale ‘chi deve pagare paghi, invece di accumulare profitti in speculazioni di borsa o quant’ altro per….’

Jack Stroppa:  Chi farà la cyber rivoluzione allora ?
I ‘NO GLOBAL’ ?
Indy: Il movimento ‘no global’ americano della prima ora, ha avuto il merito di porre all’ attenzione dell’opinione pubblica mondiale  parecchie tematiche.
Il movimento ‘no global’ attuale europeo  è stato strumentalizzato da alcuni professionisti della politica e vive di slogan vecchi come il ponte della Ghisolfa.
Guideranno la rivoluzione quei ‘socialisti’ che faranno una giusta analisi ‘marxiana’ della nostra società, proponendo soluzioni che consentano ai Cittadini di realizzare le loro aspirazioni e di  essere felici.

Jack Stroppa: Oh Indy ma dove li vedi tutti questi socialisti rivoluzionari ?
Indy: E’ fondamentalmente ‘socialista’  ogni Cittadino che crede  nelle libertà e nelle pari opportunità, ogni Cittadino con il senso della collettività e della solidarietà.
Ogni Cittadino  alla  ricerca della "verita’ ", quella che i cristiani chiamano ‘fede’, benvengano nelle nostre file, senza dogmi e senza orpelli.
Socialismo è speranza, è scienza applicata al bene dell’ individuo e della collettività.
Il socialismo,è quello sul quale tutti vorrebbero mettere le mani (socialisti statalisti nel passato, ora una folta schiera di politicanti in Italia e nel resto d’ Europa e del mondo compresi).
Mentre il desiderio di giustizia e pari opportunità vive dietro l’ angolo di ogni strada del pianeta, in ogni individuo.
Per una migliore qualità di vita, per noi ed i nostri figli, dobbiamo scegliere. Resistiamo e appropriamoci una volta per tutte del nostro futuro, siamo nel terzo millennio che cazzo…

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INDY LIBERO!

27 Marzo 2007 47 commenti

Patrick avrebbe desiderato salutare per l’ultima volta i suoi amati figli e gli amici sul Monte Generoso, la montagna che sovrasta il Mendrisiotto, luogo amato e sofferto da Indy.

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ARRIVEDERCI INDY!!!

15 Febbraio 2007 22 commenti


Patrick avrebbe desiderato salutare per l’ultima volta i suoi amati figli e gli amici sul Monte Generoso, la montagna che sovrasta il Mendrisiotto, luogo amato e sofferto da Indy. Il 1 Aprile 2007 Ci incontreremo a Chiasso-Parcheggio del Centro commerciale Serfontana (di fianco al distributore di benzina Migros)alle ore 10.15, poi ci dirigeremo TUTTI sul Monte Generoso per liberare Indy e fargli respirare quell’aria che tanto amava. Un Saluto dal profondo del Green

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L’ultimo saluto di Indy

5 Febbraio 2007 33 commenti


Il fondatore di Progetto Green Patrick Indy Stroppa,ci ha lasciato Lunedì 5 Febbraio 2007 alle ore 01:10. Per coloro che vorranno salutare Indy per l’ultima volta la sua salma sarà esposta nella camera mortuaria al crematorio di Lugano da Lunedì 5 Febbraio dalle ore 16. La cerimonia si terrà Mercoledì 7 Febbraio alle ore 14 e 30 al crematorio di Lugano. Saluti dal profondo del Green

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:: FELICE 2007

3 Gennaio 2007 10 commenti


Cari Amici vi scrivo cosi’ mi distraggo un po’ e siccome siete lontani urlero’… L’anno vecchio e’ passato e c’e’ una grossa novita’ anche perche’ ancora qualcosa qui non va… Si esce poco la sera compreso quando e’ Festa e c’e’ chi ha messo dei sacchi di sabbia intorno alla testa. E si sta’ senza parlare per intere settimane e a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane. Ma miu’ Network, il portale web libertario, ha detto che il nuovo anno portera’ una trasformazione e tutti quanti stiamo gia’ aspettando. Berlusconi ritornera’ e sarà festa tutto il giorno ogni Cristo scendera’ dalla croce e anche le rondini faranno ritorno. Ci sara’ da mangiare e luce tutto l’anno anche i muti potranno parlare. Mentre i tossici usciranno dai carceri e Biagi e Santoro smetteranno di alienarci. E si fara’ l’amore ognuno come gli va’ anche i preti potranno sposarsi ma soltanto in castità. Ecco cari Amici cosa vi scrivo e vi dico ma sono contento di essere qui in questo momento. Ecco cosa si deve inventare per poterci ridere sopra e continuare a sperare. E se quest’anno passasse in un istante vedete cari Amici come diventa importante che in questo momento ci si unisca per affrontarlo assieme. L’anno che e’ arrivato fra un anno sara’ passato noi ci stiamo preparando questa la novita’, dateci una mano se vi và ! Buon 2007 (nonostante tutto e tutti !) Associazione Progetto Green Patrick Indy Stroppa
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:: PICCOLE DONNE CRESCONO

7 Ottobre 2006 18 commenti


RASSEGNA STAMPA DA lA REPUBBLICA 7/10/2006

LIBRI/ Saghe familiari tra Israele e l’Inghilterra del secolo scorso
Donne uccise e scomparse, il volto nascosto dell’Iran.
Tutto al femminile
Ricordi, dolori, speranze
scrivere è femmina
di DARIO OLIVERO

BALCONI
Probabilmente piacerà anche qui da noi questo superbestseller israeliano anche se è facile comprendere quali corde abbia toccato a quelle latitudini. Si intitola Ogni casa ha bisogno di un balcone di Rina Frank (tr. it. E. Carandina, Cairo Editore, 15). E’ la storia di una bambina ebrea che dalla Romania con i genitori si stabilisce in un quartiere povero di Haifa. Sono gli anni Cinquanta, gli anni del grande arrivo, delle grandi speranze, della grande casa per il popolo sopravvissuto all’Olocausto, della nascita di una nazione. La bambina cresce, si sposa, lascia Israele. Quando decide di tornare, con una figlia in arrivo e guidata dai ricordi della sua infanzia, quel che trova è molto diverso. Si diceva delle corde che ha toccato laggiù e di quelle che toccherà anche qui. Per esempio la povertà dell’infanzia che molti nel nostro Paese non hanno dimenticato come non hanno dimenticato la solidarietà che si instaura tra chi vive comunicando da un balcone all’altro. E il rimpianto mai finito per l’infanzia con le sue voci e gli scorci che crediamo di ricordare.

PICCOLE DONNE
Un po’ piccole donne, un po’ Madame Bovary, sicuramente atmosfere d’altri tempi: raro trovare oggi qualcuno che voglia scrivere una saga ambientata a cavallo dei due secoli scorsi. Eppure Tutte le mie sorelle di Judith Lennox (tr. it. L. Corradini Caspani, Corbaccio, 19,60 euro) incomincia proprio così: un grande ballo, un incontro tra una ragazza e un bellissimo sconosciuto nell’Inghilterra di fine Ottocento. Poi si allarga alle tre sorelle, alla famiglia, allo scorcio di secolo che vede nascere il movimento delle suffragette e si allunga verso i confini dell’impero, al passare degli anni e alle scelte che la vita decide per queste quattro piccole donne che si allontanano. Uomini, amanti, mariti, figli e sogni infranti. Fino al grande spartiacque della guerra che azzera tutto e dà a quattro sorelle una seconda possibilità. Dedicato a chi ama le grandi saghe familiari.

SCOMPARSE
Qualche mese fa Adelphi pubblicò un libro-reportage di Sergio Gonzalez Rodriguez dal titolo Ossa nel deserto. E’ una delle storie più tristi e oscure di questi anni: semplicemente esiste un posto nel mondo in cui le donne scompaiono, vengono violentate, seviziate e uccise. Qualche volta si ritrova quel che resta di loro. Più di 300 morti dall’inizio degli anni Novanta. Quel posto si chiama Ciudad Juarez, Messico. Qualche arresto, molti sospetti, ma nulla che abbia fermato questo immenso delitto seriale. Ora Alicia Gaspar de Alba, in prima linea nelle ricerche e nell’impegno su questo fronte, ha scritto un romanzo in cui racconta cose vere nascondendole sotto la coperta narrativa. Si intitola Il deserto delle morti silenziose (tr. it. M. G. Tonetto, la Nuova frontiera, 18 euro). Rieccoci piombati in una delle zone morte della terra e dell’animo umano.

AMORI
Cento bottiglie sul muretto è il titolo del libro di Ena Lucia Portela (tr. it. P. Tomasinelli, Voland, 15 euro) ed è anche la filastrocca che la voce narrante si ripete come un mantra quando l’ansia sale. Lei, Zeta, è una donna priva di qualità, grassa e invischiata tra la sottomissione alla violenza di un uomo divenuto schizofrenico e la sottomissione all’amica scrittrice e lesbica alla quale la lega un rapporto nato sui banchi di scuola. Zeta racconta della sua infanzia, di una Cuba disperata, di un padre omosessuale rimasto vedovo quando la figlia non voluta veniva al mondo e soprattutto della sua specialissima vocazione a innamorarsi follemente delle cose sbagliate.

PERSIANI
“Sono nata a Palo Alto, California, nel grembo di una comunità di immigrati iraniani, travolta dalla nostalgia e dal desiderio per un Iran lontano mille miglia. Da bambina, cresciuta con i deformanti miti dell’esilio, immaginavo di essere una principessa persiana cacciata dal suo paese natale da una forza oscura chiamata ‘la Rivoluzione’. Presi in prestito la trama di Guerre Stellari, assolutamente convinta che raccontasse la storia dell’Iran. L’ayatollah Khomeini era Darth Vader”. Questo è l’inizio di Lipstick Jihad di Azadeh Moaveni (tr. it M. Marino, Pisani, 15), reporter americana in Medio Oriente. Ma questo è più di un reportage, è una domanda continua a ogni segmento della società iraniana, da quello civile e laico in costante mutamento a quello religioso ossidato e immutabile. E la domanda è: che paese è l’Iran? E ogni risposta mostra un mondo totalmente diverso dall’unico scena che oggi abbiamo davanti agli occhi interamente occupata da un presidente burattino degli ayatollah.

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:: EURABIA ESISTE ANCORA LA SINISTRA ?

30 Settembre 2006 12 commenti


intervista a 360 gradi di Jack Stroppa
al padre Patrick Indy Stroppa
che l’ 11 settembre 2006 ha compiuto 49 anni

Jack Stroppa: Allora Indy che effetto fa’ compiere gli anni
l’ 11 settembre ?
Indy: Raccolgo la provocazione? mi fa pensare una volta in piu’ al compagno Allende caduto l’ 11 settembre 1973 difendendo Palazzo de la Moneda a Santiago de Chile, io avevo 16 anni, ne rimasi turbato. In quel periodo militavo in un ‘collettivo leninista’
Si viveva intensamente la politica e la speranza in un cambiamento radicale era grande. Le multinazionali il nemico di classe.

Jack Stroppa: Non schivare Indy io intendevo l’ 11 settembre 2001
Indy: Ah ! Quello?. e’ il frutto della globalizzazione. La rivincita delle multinazionali e la realizzazione di un capitalismo selvaggio senza alcuna ‘cultura industriale’, se non quella del profitto e delle speculazioni.
Bin Laden e gli attentati dell 1192001, sono il verme di questo frutto. Un verme che ha permesso ad americani, inglesi ed italiani, di assicurarsi riserve petrolifere per i prossimi 30 anni.

Jack Stroppa: Ti rendi conto di quello che dici ? Che Bin Laden è funzionale alla politica americana ?
Indy: Bin Laden è un ‘vuoto pneumatico’ creato dalla CIA per combattere i sovietici in Afghanistan negli anni ’80.
La realtà quella vera è che 400 persone detengono il 60% della ricchezza mondiale.
La verità è che nel solo primo anno di guerra in Iraq, si sono spesi tanti dollari, quanti ne sarebbero bastati per sfamare per 15 anni tutti gli affamati del pianeta.
Tutto questo è eticamente e moralmente inaccetabile ci vogliono risposte adeguate.

Jack Stroppa: Cosa dovrebbe fare la sinistra europea ?
Indy: Dove la vedi una sinistra europea ? Non esiste piu’, s’e’ dissolta negli anni ’80 nella società dei consumi e del benessere.
Prodi e D’Alema di sinistra ? Al massimo, assieme, una ‘merchant bank’, Blair si commenta da se’, gli altri leader europei socialisti degli ultimi 3 lustri sono stati buoni interpreti di politiche neo liberiste.
Un vero socialista strategicamente ambisce alla presa del potere e all’ abbattimento del capitalismo e dei suoi sistemi di perpetuazione (leggasi: per esempio le religioni ‘oppio del popolo’).
Oggi una sinistra europea dovrebbe tatticamente tutelare i piu’ deboli e i diritti acquisiti dalle categorie sociali meno abbienti nello scorso ‘millennio’, mentre strategicamente dovrebbe progettare e lavorare per la presa della “Bastiglia”.

Jack Stroppa: Una presa di potere violenta ?
Una nuova Rivoluzione d’ Ottobre ?
Indy: Quella di Lenin fu una rivoluzione organizzata in una società rurale, contadina e feudale.
Ora siamo nel terzo millennio, viviamo in una società ‘post industriale’ , quella di internet e dell’ informazione libera o comunque ‘krakkabile’.
Se vi sarà un cambiamento ‘epocale’, (ma prima bisogna porne le basi) sarà una ‘cyber rivoluzione’. E ogni rivoluzione comunque presuppone un periodo ‘robespierrano’ nel quale ‘chi deve pagare paghi, invece di accumulare profitti in speculazioni di borsa o quant’ altro per.?’

Jack Stroppa: Chi farà la cyber rivoluzione allora ?
I ‘NO GLOBAL’ ?
Indy: Il movimento ‘no global’ americano della prima ora, ha avuto il merito di porre all’ attenzione dell’opinione pubblica mondiale parecchie tematiche.
Il movimento ‘no global’ attuale europeo è stato strumentalizzato da alcuni professionisti della politica e vive di slogan vecchi come il ponte della Ghisolfa.
Guideranno la rivoluzione quei ‘socialisti’ che faranno una giusta analisi ‘marxiana’ della nostra società, proponendo soluzioni che consentano ai Cittadini di realizzare le loro aspirazioni e di essere felici.

Jack Stroppa: Oh Indy ma dove li vedi tutti questi socialisti rivoluzionari ?
Indy: E’ fondamentalmente ‘socialista’ ogni Cittadino che crede nelle libertà e nelle pari opportunità, ogni Cittadino con il senso della collettività e della solidarietà.
Ogni Cittadino alla ricerca della “verita’ “, quella che i cristiani chiamano ‘fede’, benvengano nelle nostre file, senza dogmi e senza orpelli.
Socialismo è speranza, è scienza applicata al bene dell’ individuo e della collettività.
Il socialismo,è quello sul quale tutti vorrebbero mettere le mani (socialisti statalisti nel passato, ora una folta schiera di politicanti in Italia e nel resto d’ Europa e del mondo compresi).
Mentre il desiderio di giustizia e pari opportunità vive dietro l’ angolo di ogni strada del pianeta, in ogni individuo.
Per una migliore qualità di vita, per noi ed i nostri figli, dobbiamo scegliere. Resistiamo e appropriamoci una volta per tutte del nostro futuro, siamo nel terzo millennio che cazzo…

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:: ISRAELE TERRA D’ INCONTRO

30 Settembre 2006 Commenti chiusi

di Milla Milani

Indy è da oltre trent ‘anni un sostenitore di una grande Israele, se qualcuno gli desse del ‘sionista’, sicuramente non si arrabbierebbe. Abbiamo cercato di capire da dove ‘arriva’ questo amore per un Paese che proprio in questi giorni fa’ molto discutere.

Milla Milani: Da dove scaturisce questo tuo interesse per Israele ?
Indy: Sin da ragazzo ho una viscerale passione per la Storia, in particolare dal Rinascimento ai nostri giorni? ma spazio a 360 gradi.
La conoscenza delle vicissitudini del popolo ebraico nel corso dei secoli, anzi dei millenni e l’ unicità dell’ Olocausto nonché l’ univocità dei mezzi di stampa occidentali sempre, piu’ o meno velatamente anti Israele o addirittura antisemiti o filo palestinesi, mi hanno indotto a recarmi sul posto per “vedere” di persona. Come socialista, invece, desideravo visitare alcuni “kibbutz” testimonianza di vita collettiva in chiave socialista, di cui Israele è “ricca”.
Milla Milani: Suvvia Indy mi stupisci, Israele non è il Paese della belva Sharon, dell’ Intifada del Muro?

Indy: Vedi sei male informata anche tu, frutto del retaggio catto-comunista di cui ci permeano i mass-media.
Storicamente, Israele è frutto della volontà politica internazionale di dare un Paese agli Ebrei dopo l’ Olocausto, e alla necessità di dare uno Stato ad un popolo perseguitato durante tutta la sua storia. Legittimazione internazionale conferita dal voto dell’ Assemblea generale dell’ ONU, il 29 novembre 1947, sul piano di divisione della Palestina. Appena istituito Israele viene attaccata dai suoi vicini arabi (1948/49)…
Israele è uno stato democratico ove il popolo elegge i suoi rappresentanti al governo del Paese, i palestinesi sono soggiogati al volere di alcune organizzazione terroristiche suddivise a loro volta in fazioni e non hanno nessun “credito democratico a loro attivo”. L’ apparato affaristico, clientelare e militare di Arafat, che ha goduto di aiuti finanziari di miliardi di dollari dai paesi arabi produttori di petrolio, negli anni 70/80/90, ha causato lutti e sofferenze prima di tutto al popolo palestinese, in favore di pochi clan politici e famigliari, privilegiati dal regime terroristico.

Milla Milani: Tu eri in Israele proprio nei giorni delle prime elezioni palestinesi in cui ha trionfato Abu Mazen, poi, successivamente sei stato sei tornato, hai palpato?.

Indy: Ho riscontrato per l’ ennesima volta come il fanatismo religioso e politico siano figli della stessa madre: l’ ignoranza.
E, La maledizione di ebrei e palestinesi è di avere un solo paese e di doverlo condividere.
Purtroppo sintanto vi saranno “religioni” che non ottemprano ai dettami della “carta dei diritti dell’ Uomo” e, che non sono state “filtrate” dall’ Illuminismo, non credo sia possibile una soluzione. Il mondo islamico è da riformare profondamente; è intollerabile che alle soglie del terzo millennio, vi siano delle “istituzioni” politiche alle quali viene data credibilità internazionale, e, che in contrappunto ai loro postulati, usino far scoppiare giovani adolescenti fra la popolazione civile “avversaria”.

Spiegatemi voi ‘benpensanti di destra e di sinistra’ che cultura è quella che consente di schiavizzare e mutilare psicologicamente e fisicamente “l’ altra metà del cielo”: le donne mussulmane. Alle quali non viene riconosciuta un’ anima (ma questo nemmeno i cattolici lo riconoscevano alle donne fino a 150 anni fa), alle quali vengono mutilate parti intime provocando danni psichici e fisici irreparabili, alle quali vengono imposti ritmi di vita e di lavoro. Alle quali viene negato di vivere riflessi negli occhi degli altri… ed i cui figli vengono mandati ad immolarsi sull’ altare di Allah.
Ci vorrebbe una rivoluzione culturale? anche se i tentativi di Abu Mazen sono encomiabili, tant’ è che il governo di coalizione israeliano aveva concesso molto negli ultimi mesi, ciononostante sono molto pessimista. Nella città araba di Gerusalemme, a Gahza ed in altre localita’ sotto l’ arbitrio dell’ “Autorita’ Palestinese”, ho respirato un’ aria intrisa di odio e di violenza che non lascia presagire, sul medio lungo periodo nulla di buono e?

Milla Milani: Ma del macellaio Sharon ? Di Sabra e Chatila ?
Indy: Con il linguaggio delle provocazioni e degli slogan non si modifica in bene la storia dei popoli. Quell’ eccidio in cui vennero massacrati dei civili inermi, fu compiuto da cristiani non da ebrei? questa la verità storica e alla Storia spetterà raccontare.
In realtà ho conosciuto un Paese con degli standard di vita occidentali, ove convivono pacificamente diverse etnie e razze, compresi 1’200’000 palestinesi che hanno il passaporto israeliano e che hanno adottato modelli di lavoro occidentali, alcuni hanno addirittura creato dei kibbutz?
La maggioranza della gente in Israele è cosciente che l’ unica soluzione è la convivenza pacifica nel rispetto delle reciproche originalità, fatto salvo una minoranza di ‘ortodossi’ fanatici contrari a ‘tutto’.

Milla Milani: Cosa prevedi per il futuro ?
Indy: Niente di buono ma è una ‘storia’ complessa, mentre continuerò a tornare ogni volta che lo potrò in Israele dove spiritualità, concretezza, rispetto reciproco e solidarietà sono un tutt’ uno. Ma anche questa è una ‘storia’ complessa?
Andare per provare.

Milla Milani: E quale sarebbe la tua soluzione a questa ‘storia’ complessa ?
Indy: Dichiarare Israele ed il popolo israelita ‘patrimonio dell’ umanità’ affinchè custodiscano per noi tutti la memoria dell’
Olocausto e di quanto non dovrebbe mai piu’ accadere sul globo terrestre.

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:: ORIANA CI MANCHERAI

27 Settembre 2006 8 commenti


a cura di Nene’ Falivenes
ns corrispondente da Roma

Oriana Fallaci è morta. La più grande giornalista italiana di tutti i tempi, secondo molti; una “razzista guerrafondaia” secondo molti altri. C’è anche chi, nel tentativo di ridicolizzarla, ha parlato di “Cassandra dell’Occidente”, come se Cassandra fosse semplicemente una ragazzina lamentosa e non già una veggente, una donna cioè avente il dono di sapere in anticipo come sarebbero andate le cose.

La Fallaci, per chi l’ha amata, era così. E quel titolo di Cassandra, trasformato ora in sberleffo, era per lei un vanto. Parlando dell’islamismo, scrisse infatti: “Sono quattr’anni che come una Cassandra mi sgolo a gridare «Troia brucia, Troia brucia». Quattr’anni che ripeto al vento la verità sui collaborazionisti che in buona o cattiva fede gli spalancano le porte.”

I collaborazionisti vivono tra di noi. Molti sono in buona fede, altri meno. Chi è in buona fede, parte da un concetto molto semplice: siamo tutti uguali. Il problema è che non tutti la pensano come loro.
Ci sarebbe totale uguaglianza solo nel rispetto reciproco, ma come possiamo professare la nostra uguaglianza avendo di fronte milioni di persone che ci ritengono “infedeli” e, in quanto tali, meritevoli di morte?
Per dimostrare di essere aperti al dialogo, i collaborazionisti vogliono abbassare i toni. La libertà di satira esiste e deve esistere per tutti. La sinistra ce lo ha spiegato per bene allorché Berlusconi ne lamentò l’uso politico sulla tv di stato, attraverso Biagi-Benigni, Luttazzi-Travaglio e Sabina Guzzanti, in tempi di campagna elettorale.
Ma guai a fare satira contro l’Islam o Maometto. Non si può, non sarebbe rispettoso.
Poi leggi l’Unità di questi giorni, vedi un fotomontaggio del Papa con una svastica sullo sfondo, leggi che lo chiamano “Natzinger” e ti chiedi: ma perché rispettano il “fratello musulmano” e non quello cristiano?

Semplice, rispondono. Loro hanno un diverso concetto della religione. Ed è qui che cade l’alibi dei collaborazionisti. Ci dicono che siamo tutti uguali e poi sono i primi a parlare di diversità.
Ci sono poi i collaborazionisti non eccessivamente in buona fede. Sono quelli che hanno in odio così tanto la Chiesa, rea di averli tenuti lontani dalle leve del potere per decenni, che non esitano a buttarsi in pasto a chi professi qualsiasi altra fede. E così assistiamo attoniti a una serie di trattamenti differenziati e di favoritismi per gli stranieri ai danni degli italiani. Sentiamo che il fatto che la Chiesa non debba pagare l’ICI viene definito scandaloso dalle stesse persone che vogliono usare denaro pubblico per costruire moschee.

Ascoltiamo Angius preoccupato per le parole di Ruini e non gli sentiamo dire nulla su chi ha minacciato di distruggere Roma. Poi sentiamo Di Pietro, bontà sua, ritenere giusto che il Papa si scusi. E di cosa dovrebbe scusarsi? Ma lo ha letto il discorso del Papa? Durante una lezione di teologia il Pontefice ha citato un episodio di 700 anni fa, in cui un imperatore bizantino parlava duramente di Maometto, ed ecco che i musulmani ne hanno chiaramente approfittato per dichiarare guerra alla religione cristiana. Ha colpa il Papa o ha colpa chi sempre e comunque cerca un pretesto pe brandire la scimitarra? E perché chi ha sempre accusato la Chiesa di interferire nella vita pubblica, accetta che a farlo siano esponenti esaltati di altre religioni?

E così, pur di punire la Chiesa, abbiamo assistito in questi primi mesi di Governo non al tanto promesso sostegno alle famiglie, bensì a un insieme di comportamenti collaborazionisti di dubbio esito: raddoppio del numero di immigrati che potranno giungere quest’anno in Italia (300mila); estensione del ricongiungimento familiare anche a nipoti, pronipoti e affini; indulto (non riguarda solo gli immigrati, ma in gran parte sì); revisione della Bossi-Fini e riduzione a cinque anni per l’ottenimento della cittadinanza (ma su queste ultime due voci Amato ha ora un ripensamento.
A volte anche i ministri rinsaviscono). Dichiarazioni e leggi che non hanno fatto altro che incrementare il lavoro degli scafisti (che secondo una deputata dell’Ulivo, in fondo, non sono cattivi…!!!)

Flussi che sembravano finalmente essere rallentati sono ripresi a ritmo vertiginoso. Quanta lungimiranza! Altro che Cassandra!
D’altra parte, che di lungimiranza si tratti, lo dimostrano le recenti dichiarazioni di Prodi. Il nostro “pacifista” premier, di ritorno da una spedizione in Cina organizzata dal precedente Governo, ha parlato di successo della missione. I temi trattati? Marginalmente, di diritti civili. Ma soprattutto di fine dell’embargo di armi verso la Cina. Prodi è pronto ad arricchire qualche industriale, armando un popolo di unmiliardotrecentomilionidipersone. Il più grande e pericoloso esercito del mondo in cambio di?di?, boh, non ci viene in mente di cosa.
Ah, Prodi. Pacifista e lungimirante, non c’è che dire.?
Marco Pandolci

E, aggiunge la sottoscritta tirando le somme, a quanto sembra fra strette di cinghia, blocco delle cattedre per la scuola aumento velocissimo delle tasse e quanto ne consegue oltre che con un Berlusca imbroglione, ora ci tocca assistere ad un Premier narcolessico che a quanto pare certe decisioni le piglia tra un sonno e l?altro, però c?è da dire che in tutto questo qualcuno in Italia ci guadagna; chi?

Ma come chi, e i mercanti d?armi dove li mettiamo?

Sì Indy, siamo di sinistra, però certe cose ce le chiediamo pure noi in questo miù portale libertario urgono risposte?ma urgono risposte pure altrove e decisioni d’urgenza!!!

Quali? Scendere in Piazza, a volto scoperto e senza perdere tempo.
Nenè

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:: RIAPPARIZIONE DI INDY…IN FILMATO

29 Agosto 2006 12 commenti


Amici e compagni sono venuto a salutarvi di persona.
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